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giovedì 7 maggio 2020

Ciao Riccardo

Vi comunico che un altro pezzo essenziale della nostra storia ci ha lasciato.
È Riccardo Assom che per tanti anni ha ospitato me e molti studenti nelle baite partigiane allestite con un ricchissimo museo e foresteria.
Sono molto affranta per questa perdita.
Sicuramente ha realizzato il suo desiderio di riunirsi con la sua amata moglie Costanza Giletta alla quale aveva dedidato una sala dell'Ecomuseo Codirosso in borgata Grossa a Lemma in provincia di Cuneo ma lasciando Anna e tutti i suoi figli e nipoti a cui lui era solidale con una immensa solitudine.
Sicura che lui ha riabbracciarto i tanti partigiani non più con noi e che ha sempre ospitato divulgando le loro parole raccontandoli a tutti noi.

Se desiderate dare un ultimo saluto a Riccardo.
Questo potrà avvenire domani 8 maggio 2020 presso la Camera Mortuaria dell'ospedale di Chieri, in via san Domenico, dalle 8:00 alle 15:30.
L'accesso sarà consentito a tutti, due persone alla volta.

giovedì 31 agosto 2017

Commemorazione 8 settembre '43 - 74 anniversario dell'armistizio al cimitero monumentale di Torino

74° Anniversario dell’Armistizio dell’8 settembre 1943
 venerdì 8 settembre 2017 – ore 09.00
Cimitero Monumentale della Città di Torino
Corteo e deposizione corone al Campo della Gloria e alla lapide ebraica

mercoledì 19 luglio 2017

Comunicato stampa sui fatti di Empoli

COMUNICATO STAMPA 

Una svastica è stata disegnata con vernice nera su un monumento dedicato alla memoria dei deportati nei campi nazisti, a Empoli (Firenze), e che raffigura la ciminiera della ex vetreria Taddei dove l’8 marzo 1944 vennero rastrellate 55 persone per esser portate nei campi di concentramento in Germania.

La nostra Associazione condanna con molta preoccupazione i fatti avvenuti a Empoli, chiedendo alle autorità competenti di intervenire e unendosi con forza alle dichiarazioni dell'A.N.E.D. Nazionale.

venerdì 12 maggio 2017

Mostra "Adelmo e gli altri" Torino

INAUGURAZIONE
20 MAGGIO 2017
ORE 16:00 - 18:00
presso il Museo Diffuso della Resistenza
Torino - corso Valdocco 4\A

Conferenza stampa
lunedì 15 maggio 2017 alle ore 11:30 
Sala delle Colonne del Comune di Torino

giovedì 16 febbraio 2017

Prolungamento esposizione mostra "Sterminio in Europa tra le due guerre mondiali"

Foto di Cristina Onomoni
Si comunica il prolungamento dell'esposizione della mostra "Sterminio in Europa tra le due guerre mondiali", visitabile presso l'Aula Rotonda al II° piano dell'Istituto Comprensivo Rita Levi Montalcini di Torino in via Duchessa Jolanda 29.

La mostra è aperta dal lunedì al venerdì dalle ore 09:00 alle ore 12:00 fino al 22 febbraio 2017.

Le immagini e i fatti proposti nella mostra raccontano la tragedia vissuta dai popoli d'Europa dal 1933 al 1945 ed ammoniscono gli uomini a riconoscere per tempo i pericoli che minacciano la famiglia umana. Discriminazione razziale, fanatismo politico e religioso, violenza e arbitrio, guerra, fame, sottosviluppo, sfruttamenti e malattie mietono ancora vittime in tante parti del mondo. Ricordare, dunque, non solo per capire i pericoli e riconoscere le ingiustizie, ma per combatterle, in un grande movimento che unisca tutti gli uomini in un vincolo di solidarietà verso mete di pace, di uguaglianza, di libertà, di giustizia.

Il materiale esposto è stato messo a disposizione dalla Sezione A.N.E.D. di Torino Ferruccio Maruffi.

martedì 22 novembre 2016

34 Tff TORINO FILM FESTIVAL_NOME DI BATTAGLIA DONNA_Il racconto corale delle donne che hanno lottato per la libertà

34 Tff TORINO FILM FESTIVAL

NOME DI BATTAGLIA DONNA
Il racconto corale delle donne che hanno lottato per la libertà
un film di
DANIELE SEGRE
Una produzione I Cammelli S.a.s.
in collaborazione con ANPI Comitato Provinciale di Torino
PROIEZIONE UFFICIALE:
Martedì 22 novembre, ore 17.30, Cinema Massimo 2
REPLICA: Giovedì 24 novembre 2016, ore 12.00, Cinema Reposi 5
REPLICA: Venerdì 25 novembre 2016, ore 17.45, Cinema Reposi 5
REPLICA: Sabato 26 novembre 2016, ore 15.30, Cinema Reposi 5
Proiezione extra festival:
Mercoledì 23 novembre 2016, ore 16.00, Ex Sala Lauree di Giurisprudenza – Atrio Palazzo Nuovo – Via S. Ottavio 15. Incontro organizzato dai prof. Franco Prono e Bruno Maida all’Università di Torino, alla presenza del regista Daniele Segre e della presidente ANPI – Comitato Provinciale di Torino Maria Grazia Sestero.

LA PROIEZIONE E’ APERTA AL PUBBLICO

SINOSSI
Nel novembre 1943, durante la Resistenza, nascono i “Gruppi di difesa della donna per l’assistenza ai combattenti per la libertà”. Tali gruppi, formati da sole donne, promossero numerose manifestazioni per rivendicare la pace in città e nei comuni della provincia piemontese e per sostenere la lotta per la liberazione. Le donne raccoglievano indumenti per i partigiani, confezionavano bandiere e bracciali; le più anziane realizzavano calze di lana e maglie mentre le più giovani facevano le gappiste in città, le staffette e imbracciavano le armi per liberare l’Italia dai nazisti e dai fascisti insieme ai partigiani uomini.
Protagoniste narranti di Nome di battaglia donna sono Marisa Ombra, Carmen Nanotti, Carla Dappiano, Gisella Giambone, Enrica Morbello Core, Maria Airaudo, Rosi Marino, Maddalena Brunero, alcune di quelle donne che hanno partecipato alla Resistenza in Piemonte – in città, in campagna e in montagna. Simbolo vivente di una generazione che non ha mai mollato e che ha rischiato per la loro e, di conseguenza, la nostra libertà. Le otto protagoniste raccontano e si raccontano, illuminando difficoltà e impegno di una stagione decisiva per la nostra storia e trasmettendoci preziose informazioni, ritratti di un’epoca, passione, perdite e lutti così come conquiste e crescite.

CREDITS
Soggetto, regia, montaggio: Daniele Segre
Con: Marisa Ombra, Carmen Nanotti, Carla Dappiano, Gisella Giambone, Enrica Morbello Core, Maria Airaudo, Rosi Marino, Maddalena Brunero
Musiche: Maria Teresa Soldani
Fotografia e riprese: Paolo Ceretto, Paolo Ferrari
Suono: Edgar Iacolenna, Alessandro Bernard
Riprese esterni: Emanuele Segre
Fotografie lapidi: Elena Bosio
Ricerche archivio: Elena Scarabello, Elena Pugno
Mixaggio: Edgar Iacolenna
Post produzione: Emanuele Segre
Una produzione I Cammelli S.a.s. con la collaborazione ANPI Comitato Provinciale di Torino
Ufficio stampa: Giulia Gaiato

Rassegna stampa del 9 novembre 2016:

In articoli generali sul Festival:
La Repubblica

Articoli on line del 21 novembre 2016:
Bookciak Magazine
Cinematografo fondazione ente dello spettacolo

Articoli on line del 22 novembre 2016: 
La Stampa
Movieplayer


Articoli on line del 23 novembre 2016:
Cinenaitaliano
 

mercoledì 28 settembre 2016

LIBERARSI DELLA NECESSITA’ DEL CARCERE. 30 ANNI DOPO

A metà degli anni ’80, non molti anni dopo la riforma penitenziaria del ’75, e a ridosso dei tempi duri delle carceri speciali, un movimento sociale, culturale, cooperativo ha rilanciato la sfida di una società in cui il carcere fosse davvero misura estrema. Una società con meno carcere e più territorio, con meno reclusione e più alternative alla detenzione, una società con meno carcere perché non vendicativa e capace di includere. Cosa vuol  dire – cosa potrebbe voler dire - oggi, 30 anni dopo, “liberarsi dalla necessità del carcere”? Come è cambiato il contesto, la società, la cultura della pena? E cosa sta facendo chi per questa liberazione lavora?  

Mercoledì 5 ottobre ore 21 - Casa del Quartiere Vallette  
piazza E. Montale 18 -Torino


Ne parlano  
Stefano  Anastasia (Società della Ragione), tra gli autori del libro  Abolire il carcere: Una ragionevole proposta per la sicurezza dei cittadini 
Franco Corleone (Garante detenuti Toscana), tra i promotori della campagna Stop OPG e Commissario unico per il superamento degli OPG
Amedeo  Cottino (giurista), autore di C'è chi dice no
Maria Grazia  Giannichedda (Fondazione Basaglia), tra i  protagonisti dell'esperienza di Liberarsi dalla necessità del carcere
Livio Pepino (giurista), autore del libro Forti con i deboli
Sergio Segio (Nessuno tocchi Caino), tra i promotori della campagna contro l'ergastolo
Coordina Giovanni  Torrente (Antigone)
L'incontro è organizzato da Sapereplurale nell'ambito di  L'altro quartiere. Per una cultura democratica del carcere e della pena - Progetto Liberi Quartieri

venerdì 9 settembre 2016

martedì 30 agosto 2016

Giornata solidale per le zone colpite dal terremoto

L'Associazione Culturale Le Oasi di Torino, organizza con la Sezione A.N.P.I. di Montanaro, la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, il Comitato Mamme e il Boomerang di Montanaro che mette a disposizione locale e cucina, la prima di tante altre iniziative che termineranno nel mese di novembre a favore delle popolazioni colpite dal terremoto del 24 agosto 2016.

La "GIORNATA SOLIDALE PER LE ZONE COLPITE DAL TERREMOTO" si svolgerà VENERDI' 2 SETTEMBRE 2016 dalle ore 11:00 alle ore 2:00 in via Madonna d'Isola a Montanaro (TO).

Una parte del ricavato dell'intera giornata, comprese le bevande, verrà devoluto in favore delle vittime del terremoto.

Il menù proposto è Bucatini all'Amatriciana o Amatriciana Ortolana al costo di 6,00 euro.

Sicuri della vostra sensibilità vi aspettiamo numerosi.

giovedì 25 agosto 2016

Solidarietà alle vittime del terremoto

L'Associazione Culturale Le Oasi, esprime immensa solidarietà alla popolazione colpita dal terremoto del 24 agosto 2016. Siamo a disposizione degli organi competenti e della Protezione Civile per un pieno sostegno e fattiva collaborazione per risollevare materialmente e moralmente questa porzione d'Italia in questo momento tragico e di sofferenza.
Elena Scarabello
(Presidente Ass. Cult. Le Oasi)

venerdì 19 agosto 2016

Una gita a Valmala_Agosto 2016



Una gita a Valmala

La seconda guerra mondiale è entrata nell’ultimo anno, sono i primi giorni di marzo del ’45, il 6 per la precisione e ambo le parti – fascisti e nazisti dall’una, popolazione e partigiani dall’altra – hanno ormai capito che la fine del conflitto si sta facendo sempre più vicina. Il gruppo di comando della 181a Brigata Garibaldi «Mario Morbiducci», distaccamento «Bottazzi», decide di incontrarsi al Santuario di Valmala per organizzare l’imminente discesa in pianura ma l’approssimarsi di una resa dei conti sfavorevole ai nazifascisti non frena l’indole assassina dei peggiori, come il famigerato tenente Adami, meglio noto col nome di «Pavan», tantomeno quella degli invasori che la ostentano quasi fosse una loro innata qualità.
Complici, le due tremende fazioni, nella zona si erano macchiate di rastrellamenti, incendi, rappresaglie e terribili massacri ai danni di combattenti partigiani e civili rei di appoggiare la causa dei patrioti. Eccezionalmente, in quella lontana e tutt’altro che dimenticata giornata, i fascisti non ebbero bisogno degli invasori per rendersi autori di un estremo e barbaro eccidio, ancor più inutile perché già chiaramente si avvertiva l’approssimarsi dell’ovvio epilogo.
Reparti alpini del battaglione «Bassano» della divisione «Monterosa» divisi in due pattuglie accerchiano i Garibaldini; il partigiano «Pistola» avvistato il primo plotone dà immediatamente l’allarme e viene incaricato di tenerli d’occhio; «Mitra» e «Tigre» pattugliano il perimetro del Santuario. Mentre «Pistola» si arrampica sul tetto del santuario i due si accorgono che il secondo plotone sta salendo alle loro spalle: si nasconde il materiale non trasportabile, si mette al sicuro la macchina da scrivere che il più giovane del gruppo, ancora studente, era riuscito a farsi prestare dalla preside della propria scuola e si distruggono i documenti che potrebbero compromettere altri compagni, poi… è tardi per sganciarsi. Due plotoni, armati di artiglieria e mitragliatrici, contro poco più di una decina di patrioti dotati del noto Sten, la cui efficacia giungeva a una ventina di metri o poco più.
Piovono colpi di mortaio dalle postazioni in basso mentre gli alpini sparano sul piazzale rendendo difficile la ritirata, un’azione che – purtroppo – diventa impossibile per cinque garibaldini, i quali si stendono nella neve per evitare i colpi e dopo poco sono catturati. Il più giovane accenna una mossa verso la propria arma che gli è accanto, ma viene immediatamente freddato; altri sono già caduti, sul piazzale o nella fuga.
Il comandante «Ernesto» Casavecchia riesce – con altri tre – a ripiegare verso il colle oltre il quale c’è la Val Maira: sorte amara lo attenderà, una piccola scheggia di granata sparata dai mortai lo colpirà mortalmente a una tempia.
Il bilancio finale è di – soli – tre superstiti, nove valorosi sono caduti sotto il fuoco fascista, quattro i catturati subito portati all’interno del Santuario dove subiscono le prime violenze. Queste continueranno per altre due settimane finché i garibaldini non saranno scambiati con prigionieri nazi-fascisti. Lì per lì, dopo due ore di violenti pestaggi, li attendeva il muro della fucilazione ma il passaggio di un aereo alleato farà sì che vengano caricati in fretta e furia su di un camion e portati alla caserma della «Monterosa». Lo scontro, segnerà l’apice delle perdite inflitte dai «soli» fascisti ai partigiani. Un mese più tardi, il famigerato «Pavan», reo di aver terrorizzato le valli del cuneese e che, causa un malore, non era «riuscito» a comandare la vile azione, sarà catturato insieme con altri dei suoi e fucilato.
Verso sera, «Edelweiss» nome di battaglia del commissario Angelo Boero, scenderà al Santuario senza più trovare in vita alcun compagno e sarà di lì a poco raccolto dalle formazioni del comandante «King» (al secolo Lelio Peirano).
Ascoltiamo il racconto, allo stesso tempo tragico ed eroico, all’ombra del Santuario, quasi vivendolo in prima persona tanta è l’accuratezza della rievocazione e la passione che scaturisce dalle parole di un oratore d’eccezione, il professore Riccardo Assom, una persona che ha dedicato buona parte della propria vita alla Memoria e alle gesta di coloro i quali hanno fortemente contribuito alla vittoria sui nazi-fascisti e alla storia delle brigate partigiane che operavano nelle valli del cuneese.
Assom, molto noto nell’ambiente antifascista e in genere, è – tra gli altri – artefice e curatore dell’Ecomuseo della Resistenza «Il Codirosso» a Borgata Grossa di Lemma ed è stato tra gli storici che hanno contribuito alla ricostruzione cinematografica della vicenda di Valmala raccontata nel film di Daniel Daquino «Neve Rosso Sangue», presentato lo scorso anno al Torino Film Festival e più volte premiato in diverse manifestazioni. Parte del materiale raccolto ed esposto nel museo appartiene proprio ai «ragazzi» sopravvissuti e periti a Valmala, episodio assurto a simbolo della lotta partigiana nella valle. Poi, a coronamento di una giornata dedicata a riscoprire uno dei tanti episodi che testimoniano l’impegno civile e la lotta per la Liberazione dell’Italia, un regalo tanto inatteso quanto gradito: l’incontro e la conoscenza con uno dei protagonisti dello storico scontro, il commissario garibaldino Angelo «Edelweiss» Boeri, come altri due, scampato alla cattura, alle torture e alla morte nello scontro con i nazi-fascisti.
E’ sempre un onore fare la conoscenza di uno di questi ormai «rari» eroi; per noi – antifascisti – oggi questo incontro rappresenta una coincidenza davvero «strana» e imprevista. Ancor più «strano» è la lezione di umiltà di una persona che – certamente – dopo innumerevoli manifestazioni di stima, pare addirittura «non sentirsi all'altezza» nel riceverle, nonostante sia la storia stessa a smentirlo. Davanti alla lapide posta sulla destra della facciata che ricorda i compagni caduti, l’emozione lascia un segno, così come i gesti che fanno capire che per Angelo siano solo loro, quelli i cui nomi sono lì scolpiti, ad avere diritto a essere celebrati quali eroi. E per noi, che lo vediamo “farsi piccolo” al loro cospetto, la mole, sua e degli altri suoi compagni, si conferma sempre più grande.
Ci lascia con un’immagine inaspettata di «giovane» novantaquattrenne – lo rincontreremo la sera al concerto della cover-band dei Nomadi alla festa patronale di Lemma – inforcati i Ray Ban da sole (o come ci dice lui «da viaggio»), in sella al suo motorino che si accende a spinta e che fa partire al primo colpo: stupiti forse, certo contenti di averlo incontrato, lo seguiamo finché non scompare allo sguardo, sulla quella stessa strada per Rossana che una volta era un sentiero partigiano.


venerdì 22 luglio 2016

Comunicato Stampa sugli avvenimenti in Turchia

L'Associazione Culturale Le Oasi di Torino si unisce con forza alla dichiarazione dell'ANED Nazionale, condividendone le preoccupazioni  e chiedendo alle istituzioni internazionali l'intervento per la salvaguardia della libertà, dei diritti umani, della pace e della democrazia.

Elena Scarabello
(Presidente Ass. Cult. Le Oasi)

L’ANED – Associazione Nazionale Ex Deportati nei Campi nazisti - assiste con orrore crescente alle violenze e ai soprusi autorizzati in Turchia dal presidente Erdogan all’indomani del fallito colpo di stato militare.
La scena dei prigionieri seminudi e ammanettati con le mani dietro la schiena stipati uno sull’altro sul pavimento di un capannone ci ha fatto tornare alla mente l’identica scena vista nelle baracche di quarantena di Mauthausen, dove pure i deportati erano costretti nudi sul pavimento, obbligati a sistemarsi uno sull’altro dalla sferza dei “kapo”.
Abbiamo visto le raccapriccianti immagini delle scudisciate e persino delle decapitazioni pubbliche, in un clima di isterica eccitazione collettiva.
Abbiamo appreso della destituzione e dell’arresto di centinaia, migliaia di giudici non allineati, di arresti e deportazioni di militari, di docenti, di giornalisti.
Il pensiero, inutile tacerlo, è andato ai giorni successivi all’incendio del Reichstag, nella Germania all’inizio della sua nazistificazione. E non ci tranquillizzano certo le ipotesi che circolano con insistenza di un “autogolpe” dello stesso Erdogan: di nuovo il pensiero va alle fiamme sul Reichstag e a quello che ne è seguito.
L’ANED unisce la sua voce a quella di quanti invocano in Turchia il rispetto dei diritti umani individuali e collettivi e il ripristino delle libertà democratiche contro l’oscurantismo di matrice religiosa fomentato dal potere. E chiede l’immediato intervento delle istituzioni internazionali che devono utilizzare tutti gli strumenti di pressione a loro disposizione per salvaguardare la libertà e i diritti umani in Turchia.
L’imbarazzato silenzio dei paesi europei di fronte alla feroce repressione scatenata dal presidente turco Erdogan è un colpo all’unità europea e all’idea stessa di un continente unito e democratico; un colpo più forte e pericoloso della stessa decisione di defilarsi della Gran Bretagna. Senza la difesa dei valori essenziali di democrazia, di libertà, di laicità dello stato non esiste alcuna credibile idea di unità per i popoli d’Europa.
L’Italia si muova e si muova subito per chiedere all’Europa e alle istituzioni internazionali un intervento capace di fermare la mano dei boia di Istanbul. Le forze politiche italiane accantonino per un momento le proprie divisioni per dimostrare di essere ancora capaci di nutrire e difendere i valori essenziali dell’umanità, della libertà, della pace e della democrazia.


lunedì 13 giugno 2016

Proiezione "L'aria salata"_15 giugno 2016_Cecchi Point-Torino

Mercoledì 15 giugno, alle ore 21.15 al Cecchi Point, via Cecchi 17, a Torino, nell’ambito della rassegna cinematografica sul carcere L’altro Quartiere, promossa  da Sapereplurale con Associazione Museo Nazionale del Cinema e Videocommunity, Coordinamento Case di Quartiere e Cecchi Point proiezione del film

L'aria salata, di A. Angelini, con G. Pasotti e G.Colangeli

Il film tratta il tema della genitorialità in carcere, in modo particolare di cosa accade quando nel rapporto tra padre e figlio irrompe la detenzione.

Dopo il film ne parlano G.Grena e P. Lassandro che rispettivamente a Lodi e a Torino lavorano con i padri detenuti e i loro figli, e R. Schillace, regista, che ha girato a Torino Ninna nanna prigioniera, documentario che racconta della maternità dietro le sbarre. 
Sono stati invitati gli attori G. Pasotti e G. Colangeli

giovedì 24 settembre 2015

Premio Persona e Comunità_III edizione

La nostra presidente Elena Scarabello componente del Comitato Scientifico del Centro Studi Cultura e Società ha il piacere di invitarvi a partecipare alla III Edizione del Premio Persona e Comunità organizzato dal Centro Studi Cultura e Società per l'anno 2015-2016.  

Centro Studi Cultura e Società



Premio Persona e Comunità

Per i migliori Progetti di P.A., Scuola, Sanità e Volontariato

A) Formazione; B) Cultura e Socialità; C) Solidarietà e Servizi socio-sanitari



III Edizione – Scadenza 29/10/2015



Info Cultura e Società: cultsoc@fastwebnet.it – 347 8105522



Il Centro Studi Cultura e Società promuove la III edizione del Premio Nazionale Persona e Comunità, il cui termine, per la presentazione delle Candidature dei Progetti, è previsto per il 29 ottobre 2015.

Il Premio, a partecipazione gratuita, si propone di premiare, valorizzare e diffondere i migliori Progetti a contenuto socialerealizzati dalle Pubbliche Amministrazioni (ivi comprese Sanità e Istruzione) e dalle organizzazioni di Volontariato, per il miglioramento concreto della qualità della vita, in un’ottica di servizi offerti alla persona ed ai cittadini.



Il Premio rappresenta oggi il più importante (se non l’unico) riconoscimento che valorizza le Buone Pratiche in ambito sociale realizzate da PA e Volontariato.

La qualità dei Progetti e l’importanza delle Pubbliche Amministrazioni e delle Organizzazioni di Volontariato che hanno partecipato alla I Edizione, rappresentano la testimonianza di quanto sia importante riconoscere i buoni esempi e del valore che tale riconoscimento assume per la motivazione delle persone che vi operano.



Il Premio Persona e Comunità è strutturato in tre sezioni:

A) Progetti inerenti Apprendimento e Formazione;

B) Progetti relativi a Cultura, Socialità e Tempo Libero;

C) Progetti in materia di Solidarietà e Servizi Socio-Sanitari



Regolamento e Modello di Candidatura (in formato excel), scaricabile dal sito http://culturaesocieta.gsvision.it/, inoltre è disponibile la Ricerca realizzata sulla base dei progetti che hanno partecipato alla II Edizione.



Nella sezione Regolamenti possono essere consultati e scaricati i regolamenti dei premi e delle rassegne. Nella sezione Programmi pagina Programmi del Mese, può essere consultata e scaricata la News mensile.


Centro Studi Cultura e Società

Tel: 011 4333348 – 347 8105522

Sede legale: via Cesana 56 10139 Torino – Sala eventi: via Vigone 52 (Torino)