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venerdì 4 dicembre 2020

"Some women use drugs. No women need violence. Stop violence against women who use drugs"

 

Lunedì 7 dicembre ore 17.30
Nell'ambito della Campagna per l'eliminazione della violenza contro le donne che usano droghe,

25 novembre-10 dicembre 2020

Webinair con il Collettivo Chemical sisters, con la collaborazione di Sapereplurale e Forum droghe

Info
https://www.facebook.com/Sapereplurale/

giovedì 30 aprile 2020

“La prigione delle donne. Idee e pratiche per i diritti”

Giovedì 7 maggio alle 16.00 presentazione del libro di Grazia Zuffa e Susanna Ronconi  “La prigione delle donne. Idee e pratiche per i diritti” (Ediesse, 2020).

Introducono: Monica Gallo, Patrizia Meringolo, Cecilia D’Elia, Giusi Furnari, coordinate da Serena Franchi.

Assicurano la partecipazione e l’intervento: Maria Stagnitta, Joli Ghibaudi, Nicoletta Gandus, Stefano Anastasìa, Bruno Mellano, Katia Poneti, Chiara Babetto, Letizia Sommani, Sofia Ciuffoletti, Monica Toraldo di Francia.
Sono presenti: Susanna Ronconi, Grazia Zuffa, Tamar Pitch.


Qui trovate le informazioni per iscrivervi e partecipare
L'evento è anche su fb

Il libro prende spunto da un progetto di ricerca azione (Women in Transition – WIT) nelle sezioni femminili di due carceri della Toscana. Si è scelto di dare voce alle donne detenute, lavorando sui vissuti sì da ricostruire il filo dell’identità dentro/fuori del carcere. Sono stati individuati i meccanismi di inutile «sofferenza aggiuntiva» della quotidianità del carcere che più colpiscono le donne, oltre il dettato istituzionale della pena come sola privazione della libertà: cercando di scoprire le strategie per contrastarli, attraverso un confronto che ha coinvolto anche le operatrici e gli operatori. Da questa esplorazione della soggettività femminile hanno preso avvio i «laboratori» di self empowerment, mirati a valorizzare gli elementi di «forza» che le donne possono trovare in sé per fronteggiare lo scacco della detenzione; e chiamando il contesto sociale a «fare la sua parte» e mettere in campo risorse per poter guardare oltre il carcere. Il progetto WIT ha suggerito piste di approfondimento che il libro raccoglie: la questione della sessualità e dell’affettività dentro le mura, dall’ottica della differenza femminile; la riformabilità o meno del carcere, vista dal «paradosso» delle pratiche di empowerment in una istituzione totale. Per arrivare al quesito ultimo: quale carcere e quale pena per le donne? Prefazione di Tamar Pitch.

domenica 10 novembre 2019

Lascia la porta aperta. Racconti dalla notte dell'incendio

INVITO
Sabato 16 novembre, alle 20.45
andrà in scena lo spettacolo  
Lascia la porta aperta. Racconti dalla notte dell'incendio 
dedicato a ricordare l'incendio del 3 giugno 1989 nel braccio femminile del carcere delle Vallette.
Teatro del Cecchi Point
Casa del quartiere
Via Antonio Cecchi 17 - Torino

mercoledì 2 ottobre 2019

Donne recluse. Esprimere la forza, esprimere la bellezza

SaperePlurale- Coop Etabeta - Láadan

Martedì 15 ottobre, ore 18.00
Láadan - Centro culturale e sociale delle donne
via Vanchiglia 3, Torino

Donne recluse. Esprimere la forza, esprimere la bellezza
Dialoghi, narrazioni e immagini dalla  detenzione femminile.
Nell'ambito del Progetto LiberAzioni - Festival delle Arti dentro e fuori

"al Femminile", con Liri Longo, presidente della Cooperativa Rio Terà dei Pensieri, Venezia e  Giorgio Bombieri, fotografo
 Donne, detenute e volontarie, hanno giocato con la propria immagine e le proprie diverse espressività, perché nessuna è riducibile ad una sola cosa e il cambiamento esteriore può diventare riflesso del percorso di cambiamento interiore che ognuna percorre nello scorrere della propria vita.

“Io sono tante” con Liz O’Neill, Rosetta D’Ursi e Susanna Ronconi, SaperePlurale
 Storie, riflessioni, resistenze e progetti al femminile alla ricerca della forza  delle donne recluse, oltre la sofferenza che il carcere impone. Dai percorsi Io sono tante, laboratorio autobiografico nel carcere delle Vallette, a Torino  e Il tesoro nascosto, laboratori di self empowerment nelle sezioni femminili di  Pisa e  Firenze-Sollicciano 

◘  Letture dall'archivio a cura dell'Archivio delle Donne in Piemonte – ArDP
◘ Dialoghi  con le/i partecipanti e con Monica Gallo, Garante delle persone private della libertà del Comune di Torino
  
Ore 20.15 Aperitivo
Ingresso libero.  Info: segreteria@sapereplurale.net ,   339 4155985,   www.sapereplurale.net

venerdì 14 settembre 2018

Concorso di idee "Per non dimenticare" MODULO DI ADESIONE



10a Edizione
Giornate formative
 “PER NON DIMENTICARE”
Concorso di idee "Per non dimenticare"
V Edizione 2018 – 2019
MODULO DI ADESIONE
1)       CHI ADERISCE:
ENTE

GRUPPO - ISTITUTO

PERSONA SINGOLA

2)       NOMINATIVO DEL REFERENTE:
Nome e Cognome

Indirizzo postale

Indirizzo elettronico

Recapito telefonico

3)       ARGOMENTO TRATTATO:

4)       MODALITÀ DI REALIZZAZIONE:
(La realizzazione del progetto potrà avvenire in diverse forme: conferenza, video, ipertesti, disegni, interviste, apertura blog, mostre, spettacoli, manifestazioni sportive, ecc.):


È possibile richiedere alla Segreteria organizzativa, consulenze, indicazioni storico/bibliografiche.
Questo modulo deve essere restituito alla Segreteria organizzativa del Bando, via E_Mail all’indirizzo: ass.leoasi@gmail.com oppure cartaceo presso Elena Scarabello, via Pescatori 113, 10099, San Mauro Torinese, Torino, (Presidente Associazione e referente del progetto) entro il 21 DICEMBRE 2018.

Data _____________________________                                                  Timbro e firma  ____________________________________

lunedì 6 marzo 2017

“DONNE NEI LAGER NAZISTI”_Mostra fotografica sul vissuto delle donne nel campo di concentramento di Ravensbrück

3 MARZO ORE 09.00 INAUGURAZIONE

“DONNE NEI LAGER NAZISTI”
Mostra fotografica sul vissuto delle donne nel campo di concentramento
di Ravensbrück
e
Convegno: Deportazione al femminile


 
Sono intervenuti:

Carlotta Salerno - (Presidente Circoscrizione 6) - Saluti istituzionali
Isabella Martelli - (Coord. Cultura Circoscrizione 6) - Riflessioni sulI'importanza della memoria storica

Grazia Maria Rosaria Volpe - (Dirigente Scolastico dell'Istituto Comprensivo Statale "Giovanni Cena" di Torino) - Il ruolo delle immagini nella trasmissione della memoria
Elena Scarabello - (Associazione Culturale Le Oasi) - Introduzione e conduzione del Convegno "Deportazione al femminile"
Susanna Maruffi - (A.N.E.D.) – Le donne deportate
Annibale Pitta - (A.N.P.I. Venaria Reale) - Presentazione della mostra fotografica "Donne nei lager nazisti"
Cristina Codazza ha interpretato brani tratti dal libro-testimonianza "Ho sognato la cioccolata per anni”, memorie dell’Olocausto di Trudi Birger (1927-2002).
Cristina Onomoni - (Associazione Culturale Le Oasi) - Report fotografico del convegno

Hanno partecipato le classi dell'Istituto Cena di Torino plesso Martiri del Martinetto.

Ringraziamenti particolari per la sua assidua presenza alle nostre iniziative a Natalina Naviganti, testimone instancabile del periodo della resistenza nella città di Torino e iscritta alla Sezione A.N.P.I. Renato Martorelli di Torino.

Ingresso libero

Evento a cura dell'Associazione Culturale Le Oasi
In collaborazione con ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia) Sezione Venaria Reale,
ANED (Associazione Nazionale Ex Deportati nei Campi nazisti) Sezione di Torino Ferruccio Maruffi,
Biblioteche Civiche Rita Atria di Torino e Tancredi Milone di Venaria Reale, Spi-Cgil.

venerdì 17 febbraio 2017

Inaugurazione “DONNE NEI LAGER NAZISTI” Mostra fotografica sul vissuto delle donne nel campo di concentramento di Ravensbrück.



L'Associazione Culturale Le Oasi invita a partecipare all'iniziativa di chiusura delle Commemorazioni organizzate per il Giorno della Memoria nell'ambito del progetto
presso 
Biblioteca civica Rita Atria
Strada San Mauro, 26/A (nel cortile interno)







DAL 27 FEBBRAIO AL 17 MARZO 2017
“DONNE NEI LAGER NAZISTI”
Mostra fotografica sul vissuto delle donne nel campo di concentramento
di Ravensbrück.


3 MARZO ORE 09.00: INAUGURAZIONE

Convegno: Deportazione al femminile

Intervengono:
Carlotta Salerno - Presidente Circoscrizione 6
Elena Scarabello (Associazione Culturale Le Oasi) - Introduzione
Susanna Maruffi (Aned) – Le donne deportate
Annibale Pitta (ANPI Venaria Reale) - Presentazione della mostra "Donne nei lager nazisti"
Cristina Codazza interpreta brani tratti dal libro-testimonianza "Ho sognato la cioccolata
per anni”, memorie dell’Olocausto di Trudi Birger (1927-2002).
Cristina Onomoni (Associazione Culturale Le Oasi) - Report fotografico

Partecipano le classi dell'Istituto Cena di Torino

Ingresso libero

A cura dell'Associazione Culturale Le Oasi
In collaborazione con ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia) Sezione Venaria Reale,
ANED (Associazione Nazionale Ex Deportati nei Campi nazisti) Sezione di Torino Ferruccio Maruffi,
Biblioteche Civiche Rita Atria di Torino e Tancredi Milone di Venaria Reale, Spi-Cgil.

Info: ass.leoasi@gmail.com




Biblioteca civica Rita Atria
Strada San Mauro, 26/A (nel cortile interno) - Tel. 011 01129170
Orario: da lunedì a mercoledì 13.45-18.45; giovedì e venerdì 8.30-14.00

martedì 22 novembre 2016

34 Tff TORINO FILM FESTIVAL_NOME DI BATTAGLIA DONNA_Il racconto corale delle donne che hanno lottato per la libertà

34 Tff TORINO FILM FESTIVAL

NOME DI BATTAGLIA DONNA
Il racconto corale delle donne che hanno lottato per la libertà
un film di
DANIELE SEGRE
Una produzione I Cammelli S.a.s.
in collaborazione con ANPI Comitato Provinciale di Torino
PROIEZIONE UFFICIALE:
Martedì 22 novembre, ore 17.30, Cinema Massimo 2
REPLICA: Giovedì 24 novembre 2016, ore 12.00, Cinema Reposi 5
REPLICA: Venerdì 25 novembre 2016, ore 17.45, Cinema Reposi 5
REPLICA: Sabato 26 novembre 2016, ore 15.30, Cinema Reposi 5
Proiezione extra festival:
Mercoledì 23 novembre 2016, ore 16.00, Ex Sala Lauree di Giurisprudenza – Atrio Palazzo Nuovo – Via S. Ottavio 15. Incontro organizzato dai prof. Franco Prono e Bruno Maida all’Università di Torino, alla presenza del regista Daniele Segre e della presidente ANPI – Comitato Provinciale di Torino Maria Grazia Sestero.

LA PROIEZIONE E’ APERTA AL PUBBLICO

SINOSSI
Nel novembre 1943, durante la Resistenza, nascono i “Gruppi di difesa della donna per l’assistenza ai combattenti per la libertà”. Tali gruppi, formati da sole donne, promossero numerose manifestazioni per rivendicare la pace in città e nei comuni della provincia piemontese e per sostenere la lotta per la liberazione. Le donne raccoglievano indumenti per i partigiani, confezionavano bandiere e bracciali; le più anziane realizzavano calze di lana e maglie mentre le più giovani facevano le gappiste in città, le staffette e imbracciavano le armi per liberare l’Italia dai nazisti e dai fascisti insieme ai partigiani uomini.
Protagoniste narranti di Nome di battaglia donna sono Marisa Ombra, Carmen Nanotti, Carla Dappiano, Gisella Giambone, Enrica Morbello Core, Maria Airaudo, Rosi Marino, Maddalena Brunero, alcune di quelle donne che hanno partecipato alla Resistenza in Piemonte – in città, in campagna e in montagna. Simbolo vivente di una generazione che non ha mai mollato e che ha rischiato per la loro e, di conseguenza, la nostra libertà. Le otto protagoniste raccontano e si raccontano, illuminando difficoltà e impegno di una stagione decisiva per la nostra storia e trasmettendoci preziose informazioni, ritratti di un’epoca, passione, perdite e lutti così come conquiste e crescite.

CREDITS
Soggetto, regia, montaggio: Daniele Segre
Con: Marisa Ombra, Carmen Nanotti, Carla Dappiano, Gisella Giambone, Enrica Morbello Core, Maria Airaudo, Rosi Marino, Maddalena Brunero
Musiche: Maria Teresa Soldani
Fotografia e riprese: Paolo Ceretto, Paolo Ferrari
Suono: Edgar Iacolenna, Alessandro Bernard
Riprese esterni: Emanuele Segre
Fotografie lapidi: Elena Bosio
Ricerche archivio: Elena Scarabello, Elena Pugno
Mixaggio: Edgar Iacolenna
Post produzione: Emanuele Segre
Una produzione I Cammelli S.a.s. con la collaborazione ANPI Comitato Provinciale di Torino
Ufficio stampa: Giulia Gaiato

Rassegna stampa del 9 novembre 2016:

In articoli generali sul Festival:
La Repubblica

Articoli on line del 21 novembre 2016:
Bookciak Magazine
Cinematografo fondazione ente dello spettacolo

Articoli on line del 22 novembre 2016: 
La Stampa
Movieplayer


Articoli on line del 23 novembre 2016:
Cinenaitaliano
 

giovedì 8 settembre 2016

Un ricordo di Carmen Nanotti

L'Associazione Culturale Le Oasi, comunica la scomparsa di Carmen NANOTTI partigiana, presidente onoraria della Sezione A.N.P.I. V Riunite di Torino, i funerali si svolgeranno sabato 10 settembre 2016 alle ore 9:40 saluto sotto casa sua in via Forlì 65 e alle ore 10:15 presso il Tempio crematorio del Cimitero Monumentale di Torino.

La vogliamo ricordare con la sua testimonianza tratta dal testo edito Einaudi del 1977 dal titolo "Compagne" vol. II di Bianca Guidetti Serra.

«Io sono nata e cresciuta in Francia. I miei erano emigrati, erano piemontesi. Mio papà aveva uno spirito antifascista». [..] La mia educazione di antifascista non l'ho avuta a casa mia. Ho cominciato a capire qualche cosa poco prima della guerra civile in Spagna. Ero molto giovane, sono del '24.
[...] abitavo a Sant-Symphorien sono arrivato degli esigliati politici spagnoli. [...] gli additavano: - Son dei comunisti, son dei comunisti, non bisogna parlare con loro. Io ero incuriosita, dato che c'erano anche dei figli di questi, ragazzi della mia età. E tutti questi li ho avvicinati, perchè mia mamma e mio papà andavano a ballare e loro andavano a ballare e io ballavo con questi ragazzi e mi sedevo al loro tavolo e dicevo: - Ma perchè, cosa vuol dire comunisti? Allora loro mi hanno spiegato che cosa significa lottare per una società più giusta, ecc... ecc...
[...] Io ho studiato fino a 15 anni poi ho lavorato in una fabbrica di scarpe. Facevo l'operaia. Ho appena iniziato a lavorare quando è scoppiata la guerra.
[...] Poi quello che mi ha aperto ancora di più gli occhi è quando l'Italia ha dichiarato guerra alla Francia.
[...] Poi i francesi dove lavoravo, non volevano lavorare per i tedeschi; hanno chiuso.
[...] Dopo un anno, senza lavorare [...] Col mio spirito d'avventura sono partita da sola sono venuta a Torino e mi sono trovata una cameretta. Dopo un anno sono venuti giù i miei mentre io avevo trovato del lavoro.
[...] E sono andata a lavorare all'Ambra. E c'era la guerra, i bombardamenti.
[...] Lì all'Ambra lavoravo con Maggio Viora e la Gina Vanoli. Ma soprattutto con Maggio Viora.
[...] Lui era già nell'organizzazione clandestina del partito, allora è stato più facile aver subito dei contatti.  In un primo tempo all'Ambra si era limitato a parlare di questa guerra che era ingiusta, che il fascismo portava solo le guerre. Soltanto una propaganda così a parole, prima di arrivare alla distribuzione dei volantini. Però è successo un fatto, che nel frattempo Maggio Viora è stato arrestato. Siamo nel '42, verso la fine del '42. E' stato arrestato allora i miei contatti sono rimasti così un po' ... spontanei. Degli scioperi del '43 lavoravo alla Mirafiori, perchè l'Ambra non faceva più questi lavori di produzione di bossoli e hanno licenziato.
[...] Quando sono andata a Mirafiori sapevo che c'era un gruppo di compagni attivi, soprattutto in fonderia ma non li conoscevo.
[...] Durante gli scipoeri del '43 abbiamo organizzato ... così. Ero in collegamento con Paganella che lavorava alla fonderia, un uomo. I turni non erano eguali, e allora non era facile ... Facevamo distribuzione di volantini nei refettori, dentro gli scompartimenti dove mettevamo le tute o i grembiuli da lavoro. Tutto per preparare lo sciopero del '43. Che poi al mattino alla Mirafiori ci siamo trovati presto, presto davanti al cancello ... Molti non sono entrati, molti di quelli che sono entrati sono poi usciti. Abbiamo aspettato parecchio e poi abbiamo fatto un corteo che partito da Mirafiori è andato fino in centro. Questo proprio il '43. Io sono di quelli che non sono entrata. Perchè appunto dovevamo fare una specie di picchettaggio. Poi allora a Porta Nuova questo corteo, almeno quelli dell'officina dove lavoravo io, perchè c'erano parecchie porte, si è sciolto.
[...] E poi ho continuato a lavorare dentro la Fiat. Durante i bombardamenti quando si andava nei rifugi si faceva il nostro lavoro di affissione dell'«Unità». Nei corridoi, vicino alle macchine, nei gabinetti profittando degli allarmi . Però contemporaneamente avevo dei contatti con Vittoria. [...] andavo sempre a casa sua mi dava dei pacchetti di volantini ... Il 25 luglio ... Maggio era uscito di prigione ... Siamo andati subito a Condove.
[...] All'8 settembre eravamo a Condove. Io sono poi venuta giù, lavoravo sempre aMirafiori. Era un po' peggiorata la situazione perchè il lavoro che si faceva alla Mirafiori alcuni di noi venivano un po' scoperti. Allora hanno fatto in modo di farmi trasferire al Lingotto, in cucina.
[...] Alla Lingotto ho lavorato poco; perchè non sopportavo chiusa lì in quell'ambiente, [...] E allora un giorno Vittoria mi fa: - Ti andrebbe di lavorare per l'organizzazione clandestina? Io ho detto sì, un po' perchè così mi sentivo soffocata in quell'ambiente; non potevo più avere dei contatti, non potevo girare dentro la Fiat Lingotto, e anche perchè poteva diventare pericoloso. E ho detto sì. E' successo verso la fine del '44. Nel '44, mi ricordo, perchè avevo dei contatti con Vittoria, abbiamo organizzato due assalti ai doxs e in via Antonio Cecchi dove c'è un deposito di carbone. Io avevo dei collegamenti anche a Lucento, c'erano parecchie donne. Io a queste qua davo dei volantini da mettere nelle buche, da affiggere davanti alle case; tutti i volantini che mi dava Vittoria io a mia volta li distribuivo a loro. Però il più grosso lo facevo io durante gli allarmi o dopo il coprifuoco o dopo gli allarmi quando c'era caos per le strade. In quel momento era anche facile distribuire volantini.
[...] io e Edera [...] abbiamo radunato le donne di Lucento, di borgata Vittoria e Madonna di Campagna.
[...] Eravamo quasi un centinaio di donne, forse anche meno ... se non mi sbaglio. Abbiamo dato l'assalto ai doks. Ci siamo date l'appuntamento un mattino, lì vicino ai doks per potere andare a protestare per i viveri, che erano pochi, scarsi che la gente aveva fame. Il latte soprattutto per i bambini e tutte queste cose ... Allora alcune di noi sono andate a trattare con il direttore.
[...] Dopo un po' di giorni l'abbiamo organizzata in via Antonio Cecchi al deposito di carbone perchè era tutto razionato.
[...] Poi una volta sono venuti due partigiani feriti, che erano scappati. Io non so come sapevano che abitavo lì, sono venuti a farsi medicare. Io li ho medicato, gli ho dato da mangiare, pochi soldini perchè purtroppo non c'erano grandi possibilità.
[...] L'organizzazione più grande è stata quando c'erano dei partigiani che dovevano venire giù. Allora sai che c'era bisogno dei lasciapassare tedeschi e io avevo il collegamento con la Fiat. Allora mi procuravo le fotografie con i nomi fasulli ... C'era Ferro allora, io non l'ho mai conosciuto ... Io da lui avevo questi lasciapassare in bianco li scrivevo a macchina, mettevo la sua fotografia, loro a sua volta li ritiravano li facevano timbrare in mezzo agli altri ... timbrati col timbro a secco dei tedeschi. Mi ricordo quel mattino che sempre come Gruppi di difesa della donna, abbiamo organizzato una manifestazione davanti al Cimitero alla sepoltura delle sorelle Arduino, che poi sono arrivati i fascisti e mi hanno portato in via Asti.
[...] mi è andata bene perchè la sera stessa mi hanno rilasciata perchè io risultavo della Fiat.
[...] Questo il 13 marzo del '45; [...] per tornare ai Gruppi di difesa della donna, io quando mi hanno chiesto di lavorare per l'organizzazione oltre i volantini, oltre i giornalini, oltre l'«Unità» che era in forma un po' ridotta e che noi incollavamo per le strade, sui muri, ecc... ogni tanti mi dicevano di trovarmi al posto tale e dovevo prendere una borsa e trovarmi in un altro posto per delle azioni che facevano i sappisti, perchè ero poi diventata un «sappista». Però proprio sparatorie, io portavo 'ste rivoltelle dentro la borsa, io non ... ne ho fatte.
[...] Poi come altra attività nel tempo che rimaneva a casa facevo delle stelle tricolori per i partigiani, ricamavo quelle stelle di Garibaldi, tricolori. Per il 18 aprile mi ricordo che la Vittoria ci ha chiamato e ci ha detto: - Ve lo dico, il 25 aprile di mattino c'è l'insurrezione. Tenetevi pronte.
[...] Puoi immaginare il 25 aprile al mattino presto io [...] credevo di sentire gli spari di qua e di là ... Invece la cosa è arrivata molto tardi [...] verso mezzogiorno è cominciato le prime sparatorie perchè verso il pomeriggio tardi si può dire che i partigiani sono arrivati, no? Però il grosso dei partigiani è stato il 26. Allora si è istituito un comando partigiano ... [...] poi nella notte del 26 sembrava che dovessero arrivare i tedeschi. Allora il comando partigiano è stato trasferito alle Officine Stipel di via Borgaro. Io ero lì che facevo la staffetta. Mi mandavano di qua, mi mandavano di là ... Sono stati forse i giorni più belli della mia attività; quell'entusiasmo che c'era perchè finalmente si poteva snidare i fascisti e ucciderli.
[...] Magari il mio racconto non ha un filone logico ... Ma dopo tanti anni certe cose non che le hai dimenticate perchè poi magari affiorano in seguito ... ma le confondi. Si è fatto con tanta naturalezza, con tanta passione 'sto lavoro; tutte le cose che si son fatte senza pensare che ti potessero torturare. Perchè la consapevolezza dei rischi che una correva, almeno a me, non veniva mai in mente. Dopo l'insurrezione ho continuato a fare militanza politica [...]

lunedì 6 giugno 2016

Proiezione "Le Rose Blu"_Casa di Quartiere Vallette

Ventisette  anni fa, il 3 giugno 1989, un incendio uccise undici donne nell’allora nuovo carcere delle Vallette di Torino. Erano Ivana, Rosa, Paola, Lauretta,  Lidia, Morsula, Ediita, Beatrice,  Radica (Vesna), detenute, e Rosetta e Maria Grazia, agenti. E’ stata la più grande tragedia, in termini di vite umane distrutte, del carcere del dopo riforma del 1975. 
Già allora, un gruppo di donne  allora detenute, con il sostegno di molte e molti, prima tra tutti Bianca Guidetti Serra, si  attivò per la verità e per un giusto processo, perché le cose potessero cambiare e la sicurezza e i  diritti di chi è detenuto/a fossero garantiti, prima tra tutti quello alla incolumità e alla vita. Oggi, nelle nostre carceri sono ancora   molte le carenze che portano al  mancato rispetto dei diritti di chi è recluso/a, e il passato può ancora  insegnare molto. 
È necessario ricordare, con gesti, parole, azioni, è necessario lasciare un segno affinché la memoria di questo dramma resti viva: per ricordare chi non c’è più, e per ricordare e ricordarci sempre che i diritti di chi è rinchiuso/a  per espiare una pena vanno presidiati e difesi.

L’8 giugno alle ore 21.15 alla casa del Quartiere di Vallette, in piazza Montale, nell’ambito della rassegna cinematografica sul carcere L’altro Quartiere, promossa da Sapereplurale con Associazione Museo Nazionale del Cinema e Videocommunity e con la Casa di Quartiere Vallette, sarà proiettato il film Le Rose Blu, tratto da un laboratorio video svolto nell’89 con le donne allora detenute  proprio nei giorni che hanno preceduto  l’incendio. 
Un occasione per ricordare, un’occasione per fare il punto sulla sicurezza e i diritti di chi è reclusa/o.

venerdì 4 marzo 2016

Inaugurazione mostra: Il pianeta che muove le maree

Nell'ambito della 7 Edizione delle Giornate formative 
"Per non dimenticare" 
dell'Associazione Culturale Le Oasi
a cura di Maria Savino su iniziativa dell'ANPI di Venaria

Inaugurazione mostra fotografica
"Il pianeta che muove le maree"
giovedì 10 marzo 2016 ore 10.15

Esposizione:
dal 7 marzo al 31 marzo 2016

Biblioteca civica Rita Atria
Tel.: 011/01129170
Strada San Mauro, 26a- Torino
Linee GTT: 57 - 49 - 27 - 20
Orario: da lun. a mer. 13.45 –18.45;
           da giov. a ven. 8.15-14.00

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