venerdì 9 settembre 2011

Dopo la manifestazione per il 25 aprile sempre!

In relazione al progetto governativo di accorpamento delle festività laiche infrasettimanali alla domenica successiva, non passata in Commissione Bilancio del Senato in quanto è stato accolto l’emendamento soppressivo del PD. È stata così abolita una norma ideologica che cercava di cancellare la memoria dei momenti fondanti della democrazia italiana: la liberazione dal fascismo, la Repubblica e il Lavoro.
Una norma che, come ha attestato la relazione tecnica della ragioneria dello Stato, non apportava alcun beneficio ai conti pubblici, mentre avrebbe arrecato danni molto gravi al settore turistico... l’Anpi Provinciale di Torino ed il Coordinamento delle Associazioni della Resistenza avendo espresso il proprio totale disaccordo sul progetto iniziale hanno manifestato comunque, con numerose delegazioni partigiane e sindacali, sabato 3 settembre a Torino in Piazza Carignano.

Hanno partecipato, oltre ai rappresentanti degli ex deportati ed ex internati, Carla Nespolo (Vicepresidente nazionale Anpi), Giorgio Airaudo (Segretario Fiom), Mario Dogliani (Docente universitario Diritto Costituzionale). Alice Ravinale (Treno della Memoria) e Donata Canta (Segretario Generale Cgil di Torino). Ha introdotto e concluso la manifestazione il Presidente provinciale dell'Anpi torinese Diego Novelli.
Fonte: A.N.P.I. Comitato Provinciale di Torino

mercoledì 31 agosto 2011

MANIFESTAZIONE per il 25 APRILE

In relazione al progetto governativo di accorpamento delle festività laiche infrasettimanali alla domenica successiva, l’Anpi Provinciale di Torino ed il Coordinamento delle Associazioni della Resistenza esprimono il proprio totale disaccordo ed indicono una manifestazione regionale per:




sabato 3 Settembre 2011 alle ore 16.00

a Torino in Piazza Carignano


25 Aprile, 1 Maggio, 2 Giugno: sempre!


Partecipano:
· Carla Nespolo – Vicepresidente nazionale Anpi
· Giorgio Airaudo – Segretario Fiom
· Mario Dogliani – Docente universitario Diritto Costituzionale
· Alice Ravinale – Treno della Memoria


Saranno presenti
rappresentanti delle Istituzioni, delle Organizzazioni sindacali e culturali

I cittadini sono invitati a partecipare
ed a sottoscrivere la petizione per l’annullamento del progetto


Il Presidente dell’Anpi Provinciale
Diego Novelli
E' in corso una raccolta firme per la petizione

domenica 21 agosto 2011

Libro_Un balilla partigiano


"Un balilla partigiano"

"Un balilla partigiano" un libro scritto da Emanuele Cassarà, nel 2004 ma assolutamente recente non solo per i contenuti ma anche per il periodo storico che stiamo vivendo; il libro è edito da CDA&VIVALDA.


DESCRIZIONE:

Nei giorni tragici e convulsi dopo l'8 settembre, un ex balilla raggiunge i famosi "ribelli" sulle montagne della Valle di Susa e diventa partigiano. Il 18 aprile 1945 durante un rastrellamento viene catturato, incarcerato a Susa e condannato a morte. Lo salva il 25 aprile, la Liberazione, ma appena liberato scopre che nel frattempo la sua 114 brigata Garibaldi è stata attaccata in forze e che sono morti sedici compagni, tra cui il suo amico Giuseppe. Perché mai un massacro così organizzato e spietato a pochi giorni dalla fine della guerra? A sessant'anni dai fatti, l'ex partigiano torna sul posto, rintraccia e interroga i superstiti per chiarire l'atroce fatto di sangue. Dalla sua inchiesta riaffiora una storia vera, asciutta e drammatica.

mercoledì 17 agosto 2011

Libro_35 anni sovversivi

Siamo lieti di contribuire alla diffucione del testo: "35 anni sovversivi" di Giovanni Palladino, giornalista pubblicista nato il 18 agosto 1980 a Vallo della Lucania.
In questo articolo sono presenti alcune informazioni sul contenuto del libro.


Per acquistarlo si può contattare direttamente l'autore su facebook (gianni palladino) oppure l'editore (giuseppe.galzerano@tiscalinet.it - tel. 0974/62028).

sabato 13 agosto 2011

50° Anniversario della costruzione del muro di Berlino

Tra la giornata del 12 agosto e del 13 agosto 1961 in Germania nella città di Berlino ebbe inizio la costruzione di un muro che circondava i tre settori (Ovest) della città.

Oggi ricorre il 50° anniversario dalla costruzione del muro.

Il Muro di Berlino (in tedesco: Berliner Mauer), era una barriera in cemento alta circa tre metri che separava Berlino Est, capitale della Repubblica Democratica Tedesca (Germania Est), da Berlino Ovest, enclave della Repubblica Federale di Germania (Germania Ovest) circondata dal territorio della Repubblica Democratica Tedesca.

Eretto dal governo comunista della Germania Est, divise in due la città di Berlino per 28 anni, dalla sua costruzione (iniziata il 13 agosto del 1961) fino al suo crollo, avvenuto il 9 novembre 1989.

Per comprenderne meglio le motivazioni è necessario riportare alcuni fatti storici importanti: nel 1945, poco prima della fine della seconda guerra modiale, nel corso della conferenza di Yalta in Crimea, (durante la seconda guerra mondiale, i capi politici dei tre principali paesi Alleati Franklin Delano Roosevelt, Winston Churchill e Stalin, presero alcune decisioni importanti sul proseguimento del conflitto, sull'assetto futuro della Polonia, e sull'istituzione dell'Organizzazione Inserisci linkdelle Nazioni Unite); venne decisa la divisione di Berlino in quattro settori controllati e amministrati da Unione Sovietica, Stati Uniti d'America, Regno Unito e Francia; il settore sovietico era il più esteso.

Dal 1949 i tre settori controllati da Stati Uniti d'America, Francia e Gran Bretagna (Berlino Ovest), anche se nominalmente indipendenti, erano in effetti una parte di Germania Ovest completamente circondata dalla Germania Est.

Inizialmente ai cittadini di Berlino era permesso di circolare liberamente tra tutti i settori, ma con lo sviluppo della Guerra Fredda i movimenti vennero limitati; il confine tra Germania Est e Germania Ovest venne chiuso nel 1952 e l'attrazione dei settori occidentali di Berlino per i cittadini della Germania Est aumentò. Circa 2,5 milioni di tedeschi dell'est passarono ad ovest tra il 1949 e il 1961.

Per fermare l'esodo delle persone della Germania Est iniziò la costruzione di un muro attorno ai tre settori occidentali nella notte tra il 12 e il 13 agosto 1961 a Berlino Est. Inizialmente questo consisteva di filo spinato, ma già il 15 agosto iniziarono ad essere utilizzati gli elementi prefabbricati di cemento e pietra destinati a formare la prima generazione di un vero e proprio muro. Il muro divideva fisicamente la città; quando circondò completamente Berlino Ovest, trasformò in pratica i settori occidentali in un'isola rinchiusa entro i territori orientali.

La costruzione del muro

Il muro era lungo più di 155 km. Dopo la costruzione iniziale, venne regolarmente migliorato. Nel giugno 1962 venne costruito un secondo muro all'interno della frontiera destinato a rendere più difficile la fuga verso la Germania Ovest, fu così creata la cosiddetta "striscia della morte". In seguito il muro di prima generazione fu abbattuto e oggi è difficile riconoscere parti di quel muro. Nel 1965 si diede inizio alla costruzione della terza generazione del muro che avrebbe soppiantato le precedenti. Era composto da lastre di cemento armato collegate da montanti di acciaio e coperti da un tubo di cemento. Il "muro di quarta generazione", iniziato nel 1975, era in cemento armato rinforzato, alto 3,6 metri e composto di 45.000 sezioni separate, di 1,5 metri di larghezza, più semplici da assemblare rispetto al muro di terza generazione, per un costo di 16.155.000 marchi della Germania Est. Per fare un confronto, un panino al tempo costava 1,04 marchi della Germania Est. A partire dal 1975 il confine era anche protetto nella "striscia della morte" da recinzioni, 105,5 km di fossato anticarro, 302 torri di guardia con cecchini armati, 20 bunker e una strada illuminata per il pattugliamento lunga 177 km.

Si consiglia un approfondimento dalla consultazione del sito Berlinermauer 1961-1989.

Inizialmente, c'era solo un punto di attraversamento per gli stranieri e i turisti, in Friedrichstrasse; le potenze occidentali avevano altri due checkpoint, a Helmstedt sul confine tra Germania Est e Ovest e a Dreilinden sul confine sud di Berlino Ovest. Per i berlinesi erano inizialmente disponibili 13 punti di attraversamento, 9 tra le due parti della città e 4 tra Berlino Ovest e la DDR; in seguito, con un atto simbolico, l'attraversamento della porta di Brandeburgo fu chiuso. I checkpoint vennero battezzati con i nomi fonetici: Alpha (Helmstedt), Bravo (ancora visibile a Dreilinden sulla A9 appena usciti da Berlino), e Charlie (Friedrichstraße).


Foto di Elena Scarabello

lunedì 8 agosto 2011

Report_La povertà in Italia nel 2010

Normalmente, la povertà viene definita attraverso dei parametri prettamente economici costituiti dagli indici di povertà assoluta e relativa. Il primo è riferito all’incapacità di un individuo o nucleo familiare di disporre dei beni raccolti in un paniere tipo che rispecchia i livelli minimi di sostentamento riguardo a beni essenziali come acqua, cibo, vestiti e abitazione. E’ un indice variabile, legato al mercato, pertanto differisce in base a parametri territoriali, temporali ed anagrafici. Scorrendo il rapporto, in Italia nel 2010 tale indice per individui con età compresa tra 18 e 59 anni va da 766,60 € nel caso in cui si viva in un’area metropolitana del Nord a 516,79 € se, invece, si abita in un piccolo comune del Sud. L’indice globale è fissato dalla Banca Mondiale, secondo cui è assolutamente povero chi vive con meno di 1.25 $ al giorno (al momento in cui scriviamo il dollaro vale 1,46 €, pertanto tale soglia è di 0,87 €, meno di 1€ al giorno che ben descrive la disparità di ricchezza esistente). In Italia, nel 2010 ci sono 3 milioni e 129 mila persone sotto la soglia di povertà assoluta corrispondenti al 5,2% di quelle residenti (oppure 1 milione e 156 mila famiglie pari al 4,6% di quelle residenti).
Passiamo ora a considerare il secondo indice, quello definito come povertà relativa, la cui soglia è pari alla spesa media pro-capite in un paese e rappresenta una convenzione adottata a livello internazionale. Si definisce povero relativo un nucleo di due persone la cui spesa media è inferiore alla spesa media pro-capite dell’anno di riferimento e nel territorio in esame. In Italia, nel 2010, la soglia di povertà relativa è pari a 992,46 €. Quando le famiglie hanno un numero di componenti diverso da due, si utilizza una scala di equivalenza formata da un insieme di fattori di correzione.
In base a tale indice si apprende che in Italia esistono un milione 617 mila poveri relativi al Nord, un milione e 15 mila al Centro e ben cinque milioni 641 mila al Sud, per un totale di 8 milioni 872 mila individui, pari a 24 milioni 898 mila famiglie (rispettivamente il 13,8% della popolazione e l’11% delle famiglie). Sono, inoltre, da considerarsi “comunque povere” le persone che si trovano entro un livello pari a +20% della soglia di povertà relativa, (equivalente, per un nucleo di due persone, ad una spesa tra 992,46 e 1.190,95 €). Così, nel caso delle famiglie, la quota di povertà diventa pari al 18,6% (con un minimo del 9,8% al Nord ed un massimo del 35,9% al Sud) come rappresentato nel seguente grafico:In termini di individui, tenendo conto che una famiglia povera è composta in media da 3 persone, otteniamo un numero pari a 13 milioni 893 mila persone in condizioni di povertà, pari ad oltre il 23% degli abitanti. Quasi una persona su quattro, quasi una famiglia su cinque, è povera!
Questi dati non possono che esprimere preoccupazione e confermano ancora una volta una nazione divisa in due, noto che la quota maggiore di povertà è da considerarsi al Sud. Ma l’inquietudine aumenta alla luce dei dati dello scorso anno che denotano un progressivo aumento della povertà relativa, che al Centro passa da 5,9% a 6,3% e al Sud da 22,7% a 23%, un valore quasi cinque volte maggiore di quello registrato nelle regioni del Nord (stabile al 4,9%).
Fonte: Istat - La povertà in Italia

lunedì 1 agosto 2011

2 agosto 1980_Strage alla Stazione di Bologna

Alle mie due cugine
Manuela Gallon anni 11
e Natalia Agostini in Gallon anni 40
PER NON DIMENTICARE
XXXI anniversario della Strage alla Stazione di Bologna.

LA STRAGE

Il 2 agosto 1980, alle ore 10,25, una bomba esplose nella sala d'aspetto di seconda classe della stazione di Bologna.
Lo scoppio fu violentissimo, provocò il crollo soccorsidelle strutture sovrastanti le sale d'aspetto di prima e seconda classe dove si trovavano gli uffici dell'azienda di ristorazione Cigar e di circa 30 metri di pensilina. L'esplosione investì anche il treno Ancona-Chiasso in sosta al primo binario.
Il soffio arroventato prodotto da una miscela di tritolo e T4 tranciò i destini di persone provenienti da 50 città diverse italiane e straniere.

Il bilancio finale fu di 85 morti e 200 feriti. La violenza colpì alla cieca cancellando a casaccio vite, sogni, speranze.

La città si trasformò in una gigantesca macchina di soccorso e assistenza per le vittime, i sopravvissuti e i loro parenti.
soccorsiI vigili del fuoco dirottarono sulla stazione un autobus, il numero 37, che si trasformò in un carro funebre.
E' lì che vennero deposti e coperti da lenzuola bianche i primi corpi estratti dalle macerie.

Alle 17,30, il presidente della Repubblica Sandro Pertini arrivò in elicottero all'aeroporto di Borgo Panigale e si precipitò all'ospedale Maggiore dove era stata allestita una delle tre camere mortuarie.
Per poche ore era circolata l'ipotesi che la strage fosse stata provocata dall'esplosione di una caldaia ma, quando il presidente arrivò a Bologna, era già stato trovato il cratere provocato da una bomba.
Incontrando i giornalisti Pertini non nasconse lo sgomento: "Signori, non ho parole" disse,"siamo di fronte all'impresa più criminale che sia avvenuta in Italia".

Ancora prima dei funerali, fissati per il 6 agosto, si svolsero manifestazioni in Piazza Maggiore a testimonianza delle immediate reazioni della città.
Il giorno fissato per la cerimonia funebre nella basilica di San Petronio, si mescolano in piazza rabbia e dolore.
Solo 7 vittime ebbero il funerale di stato.
Il 17 agosto "l'Espresso" uscì con un numero speciale sulla strage.
In copertina un quadro a cui Guttuso ha dato lo stesso titolo che Francisco Goya aveva scelto per uno dei suoi 16 Capricci: "Il sonno della ragione genera mostri". Guttuso ha solo aggiunto una data: 2 agosto 1980.

Cominciò una delle indagini più difficili della storia giudiziaria italiana.
Per la ricostruzione della vicenda politico-giuridiziaria si rimanda alla consultazione del sito dell'Associazione tra i famigliari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980: http://www.stragi.it/index.php?pagina=vicenda
Ringraziando l'Associazione per non dimenticare
Fonte dell'articolo: www.stragi.it/index.php

Anche quest'anno il Comune di Bologna propone il 2 agosto come giornata dedicata al ricordo.
Programma completo della giornata.

Vostra cugina Elena S.

venerdì 29 luglio 2011

Sezione A.N.P.I. Alpette_Presentazione libro

Sabato 30 luglio 2011
Il Comune di Alpette e la locale sezione ANPI organizzano una giornata di ricordo partigiano.
- ore 09.30 - borgata Serai S. Messa ed inaugurazione lapide.
- ore 15.00 - sala consiliare del Comune di Alpette presentazione del libro:
“Donne e Resistenza in Canavese - Il tempo non cancelli le tracce”.

domenica 10 luglio 2011

Relazione "Notizie da sballo" C.T.P. P01 Braccini 2011


1. Premessa

Sulla base dell’esperienza maturata in altre scuole, precisamente in corsi rivolti a studenti dei C.T.P. e dei primi anni delle scuole medie superiori, il progetto svolto presso il C.T.P. Braccini ha subito una serie di cambiamenti volti ad alleggerire il carico prettamente formativo a fronte di contenuti educativi più consistenti.

2.Descrizione degli interventi

Durante il primo incontro, i relatori hanno spiegato la natura dell’intervento e le modalità di svolgimento dello stesso. Si è passati alla conoscenza della classe attraverso la presentazione individuale di ogni studente; abbiamo quindi somministrato il questionario iniziale messo a punto per valutare le conoscenze dei ragazzi sugli argomenti del corso e per pianificare gli interventi successivi. Si è proseguito con un breve gioco di gruppo (brain-storming) finalizzato alla conoscenza reciproca e a preparare gli alunni al lavoro di gruppo. Si è inoltre illustrato i dati sulla mortalità legati all’uso delle sostanze.

Nel corso del secondo incontro, si sono discusse le definizioni di droga, dei meccanismi di azione, i neurotrasmettitori e il piacere con l’ausilio di un video che rappresentava l’interazione sinaptica attraverso un’animazione, si sono cercate di spiegare le dinamiche tra neurotrasmettitori e recettori successive all’assunzione di una sostanza. Da ciò emerge che l’uso di sostanze non aggiunge nulla di più ma semplicemente modifica il funzionamento del cervello. Ciò permette di far considerare come le dinamiche del piacere, conseguenti unicamente ad una sostanza siano sostanzialmente carenti di crescita esperienziale rispetto alle stesse raggiunte attraverso la relazione con gli altri. Si è analizzata la differenza tra il piacere attivo e ricercato, che permette di crescere, di trovare interessi e motivazioni nella vita, e quello passivo derivante dall’utilizzo di sostanze che, svanendo, spesso lascia insoddisfazione accompagnata da stanchezza fisica e mentale. Per ciò che concerne il piacere, si è chiesto di stilare una lista dei piaceri conosciuti e dei comportamenti che li generano, introducendo alcuni semplici concetti riguardo alla fisiologia del piacere. Infine si è passati alla suddivisione tra sperimentazione, uso, abuso e dipendenza da sostanze con particolare attenzione alla dipendenza fisica e psicologica.

Nel terzo incontro, si sono ripresi i concetti sulle definizioni principali esplicitate durante l’incontro precedente al fine di introdurre la classificazione delle sostanze in base agli effetti; principali modi d’uso per finire con cenni inerenti le valenze d’uso delle sostanze.

Nel quarto incontro, sono state introdotte le definizioni di set, setting e sostanze indispensabili in funzione dell’interazione fra le tre variabili, focalizzando l’attenzione sull’importanza del setting come gruppo amicale. Sensibilizzazione sulla necessità di riuscire a dire “no” lavorando sulla presa di decisioni, sulla pressione sociale e sulla difficoltà insita nel dire “no”. I concetti di set, setting e sostanza sono stati declinati da un lato come tre variabili concernenti l’uso, dall’altro come una modalità per analizzare una situazione di possibile consumo. Il set, appartenente alla sfera interiore dell’individuo è stato presentato come l’occasione per porsi delle domande personali rispetto a una situazione tipo: Come sto? Cosa mi accingo a fare? Cosa voglio? Sono io a decidere? Il setting riguarda invece una dimensione immediatamente esterna all’individuo e riguarda tanto il contesto quanto l’influenza che lo stesso ha sull’individuo. Le domande che abbiamo suggerito sono: dove mi trovo? E’ sicuro ciò che mi sta attorno? Con chi mi trovo? Sono amici, ho fiducia in loro? Infine alcune considerazioni sul terzo elemento, la sostanza: cos’è, la conosco? Quali potrebbero essere i rischi? Chi me l’ha data? E altro ancora.

Nel quinto incontro, si è aperta la discussione sulle motivazioni che possono indurre all’uso di sostanze in modo da introdurre la descrizione delle tre valenze d’uso principali esplicitate con esempi commentati da spezzoni di video sull’uso, per determinare l’andamento del consumo: si è spiegato ai ragazzi che chi usa sostanze non è una vittima passiva della droga, ma che si può avere un ruolo attivo; pertanto informazione e conoscenze possono favorire comportamenti di protezione individuali e di gruppo.

Durante il sesto incontro, si è introdotta la dicotomia legale-illegale e si è passati ad illustrare le principali norme riguardanti la definizione per uso personale (art. 75 T.U. 309\90), spaccio di sostanze stupefacenti (art. 73 T.U. 309\90) nonché quelle riguardanti alcune condotte personali inerenti la guida in stato di ebbrezza (art. 186 e 187 C.D.S.) e le attività lavorative in particolari mansioni sottoposte a controllo (conferenza stato-regioni 2007 e 2009 in merito alla verifica di assenza di alcol dipendenza e tossicodipendenza).

Nel settimo incontro, si sono passate in rassegna le sostanze in base alla classificazione data dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, soffermandosi sui rischi specifici di ogni classe ed in particolare di quelle più comunemente usate.

L’ottavo incontro è stato dedicato alla compilazione del secondo questionario di verifica dell’apprendimento ed alla visione di una pellicola che tratta la storia di un gruppo di ragazzi che fanno un uso ricreativo di sostanze sintetiche evidenziando rischi e danni di determinate scelte di consumo. Successivamente alla visione è seguita una breve discussione a completamento dell’incontro.

3.Analisi dei dati emersi dai questionari

La consapevolezza del significato di droga è aumentata in relazione alle sostanze illegali, non per quelle permesse dall’attuale legislazione. Parallelamente però, anche per quanto concerne le sostanze legali, è aumentata la conoscenza di quelle che provocano dipendenza e pertanto del concetto stesso di consumo problematico.

In merito ai comportamenti che possono indurre dipendenza, risulta aumentata la cognizione della pericolosità del gioco d’azzardo e di un particolare uso intensivo di internet a scopo ludico; i due argomenti maggiormente trattati nell’affrontare le dipendenze senza sostanze.

Riguardo alle motivazioni che inducono alla sperimentazione del fumo, che segue meccanismi analoghi per le altre sostanze, sembra esserci una maggior coscienza del contributo del gruppo e dei meccanismi di imitazione.

4.Conclusioni

Il corso è stato seguito da un gruppo più o meno stabile e presente di ragazzi, soprattutto maschi, mentre altri hanno partecipato con discontinuità. La comprensione della lingua ha costituito una barriera, talvolta di difficile superamento. Riguardo ai concetti presentati ed al linguaggio che, in un limitato numero di casi, ha richiesto l’introduzione di termini tecnici, non pare ci fossero particolari problemi di comprensione, rilevato che, al di là della conoscenza o meno del termine stesso, si è fatto leva sulla comprensione del significato mediante esempi e col supporto multimediale.

Alla fine del corso sono stati rilasciati agli studenti i relativi attestati di frequenza.

Franco D'Agata

Andrea Fallarini

Elena Scarabello

giovedì 23 giugno 2011

Il cielo una coperta per tutti

E' con immenso piacere che partecipiamo alla divulgazione del video realizzato da Anna Largaiolli per il progetto " Il cielo, una coperta per tutti".
Il progetto è frutto della collaborazione tra la Fondazione Torino Musei e il CTP distretto 3.
Un ricordo per rivedere i nostri studenti durante un percorso altamente formativo.


mercoledì 15 giugno 2011

ATTENZIONE ALLA DIOSSINA

L'acqua in bottiglia lasciata nella vostra automobile è molto dannosa!

È stata identificata come la causa più comune dell'elevato tasso di diossina nella formazione del cancro al seno.
Un oncologo ha detto: “le donne non dovrebbero bere l'acqua dalle bottiglie lasciate nelle automobili. Il calore reagisce con i prodotti chimici della plastica che libera la diossina nell'acqua.”
La diossina è una tossina che trova un buon alloggio nel tessuto e genera il cancro al seno. Quindi dovreste essere molto prudenti e non bere mai l'acqua lasciata in automobile se c'è la bottiglia di plastica.

Utilizzate una borraccia in acciaio inossidabile o una bottiglia di vetro al posto di quella di plastica!

Questa informazione circola dal centro medico dell'esercito:
- Non mettere i recipienti e gli imballaggi di plastica nel microonde.
- Né la bottiglia d'acqua nel congelatore.
La diossina causa il cancro specialmente quello al seno.
La diossina inquina tantissimo le cellule del vostro corpo.
Non congelare le vostre bottiglie di plastica con l'acqua così che non liberi diossina dalla plastica.

Il primario della clinica del benessere nell'ospedale di Castle, Edward Fujimoto ha parlato della diossina ed è quindi malvisto. Egli ha detto non dovremmo mai riscaldare il nostro cibo nel microonde, soprattutto nei recipienti di plastica perché la combinazione delle alte temperature libera la diossina nel cibo e di conseguenza nel nostro corpo.
Raccomanda invece di utilizzare recipienti di vetro come il pyrex o Corning o recipienti in ceramica, si ottiene lo stesso risultato ma senza diossina.

La carne o le zuppe istantanee dovranno essere tolte dal recipiente e riscaldate con qualcos'altro. La carta non è malvagia ma non sapete cosa contiene.
È più sicuro utilizzare il vetro soprattutto per riscaldare.
Vi ricordiamo che i fast-food hanno modificato i loro imballaggi per diversi problemi di cui la diossina è una delle ragioni.
È anche molto dannoso il film plastico (PVC) per rinvolgere e riscaldare il cibo nel microonde. È come una bomba atomica nel cibo, il calore eccessivo miscela la tossina velenosa del film ai cibi.
È meglio coprire il cibo con un tovagliolo di carta.

sabato 11 giugno 2011

ISCRIZIONI ESTATE RAGAZZI 2011

Buongiorno a tutti, vi comunichiamo che sono aperte le iscrizioni all'estate ragazzi 2011.
Potete contattarci alle E_Mail:
cortileanimato@gmail.com
ass.leoasi@gmail.com

.......VI ASPETTIAMO.......

mercoledì 1 giugno 2011

Giornata Internazionale: Bambini Innocenti Vittime di Aggressione 2011



Il 19 Agosto 1982, durante una sessione speciale d’emergenza sulla questione della Palestina, l’Assemblea Generale, “sconvolta dal grande numero di bambini Palestinesi e Libanesi innocenti vittime degli atti di aggressione”, ha deciso di commemorare il 4 Giugno di ogni anno la Giornata Internazionale dei Bambini Innocenti Vittime di Aggressione.

Nelle motivazioni indicate al momento dell'Istituzione della Giornata Mondiale si ricordano gli enormi danni e sofferenze causati ai bambini attraverso varie forme di violenza, ad ogni livello sociale ed in tutto il mondo.

La sfida che abbiamo di fronte è quella di radicare i temi dell'infanzia nella mentalità e nei comportamenti quotidiani, affinché essi possano diventare uno spazio di consapevolezza diffusa oltre che un terreno avanzato ed inedito di azione ed intervento sindacale.

L'assemblea generale ha individuato le seguenti azioni necessarie per una transizione verso una cultura della pace e della non violenza.
-educazione alla cultura di pace -sviluppo economico e sociale sostenibile -rispetto dei diritti umani -partecipazione democratica -uguaglianza tra uomini e donne -comunicazione partecipativa e libero flusso di informazioni e di conoscenze -conoscenza tolleranza e solidarietà -pace e sicurezza internazonali

Anche noi operatrici dell'Associazione Culturale Le Oasi attive nell'area dell'animazione minorile denominata Cortileanimato vogliamo unirci a loro.

domenica 29 maggio 2011

Convegno CGIL Nazionale e Fondazione Di Vittorio su Lavoro, Resistenza, Costituzione

Il convegno vuole essere un momento di riflessione sui valori che la Costituzione sancisce, cercando di mettere in luce quel nesso tra Risorgimento-Antifascismo/Resistenza-Costituzione/Repubblica che appare il filo rosso più importante che caratterizza i 150 anni dell'Unità d'Italia: in questo percorso storico c'è l'affermazione delle forze progressiste e democratiche all'interno della cornice dello Stato nazionale unitario che solo ha reso possibile la lungha e tortuosa transizione del Paese verso una democrazia compiuta e saldamente ancorata ai valori politici e culturali della migliore tradizione occidentale.

Il convegno si svolgerà il 1 giugno 2011 dalle ore 10.30 alle ore 18.00 c/o Camera del Lavoro CGIL in via Pedrotti 5 (salone Pia Lai).

mercoledì 25 maggio 2011

Report sulle sostanze 2011

Le sostanze rappresentano oggi una realtà in continua evoluzione sia in termini qualitativi, mediante l’uso di componenti a più elevata tossicità ma di maggior potere additivo, sia in termini quantitativi, in quanto la disponibilità ed il prezzo sono oggettivamente mutati allo scopo di favorirne un consumo sempre più ampio.

È doveroso credere che un siffatto mercato non si rivolga più solo e tanto a soggetti dipendenti ma costituisca ancor più uno strumento per penetrare maggiormente altre fasce della popolazione.

A ciò va aggiunto un cambiamento negli stili di consumo, legato a fattori socio-culturali che ha avuto come conseguenza lo spostamento dei consumi dall’area della devianza a quella del divertimento e che coinvolge una parte considerevole della popolazione giovanile.

I dati degli studi europei ed italiani in materia di sostanze, evidenziano una costante crescita di uso ed abuso di alcol, cocaina e droghe sintetiche (ecstasy, anfetamine, LSD e derivati) così come di cannabis che permane al rango di sostanza maggiormente usata. Tra gli stupefacenti gli oppiacei, eroina in particolare, rimangono la prima causa di decesso, sebbene la sostanza con la più alta mortalità diretta o correlata risulta essere il tabacco. Nella popolazione giovanile alcol e cannabis sono le sostanze d’abuso maggiormente utilizzate e costituiscono elementi pressoché sempre presenti nel crescente fenomeno del policonsumo.

Utilizzando congiuntamente dati amministrativi e risultati di indagini è stato possibile nel 2010 (libro bianco dell’Istat, ''Il mercato delle droghe. Dimensione, protagonisti, politiche”) aggiornare la stima degli incassi del mercato illegale di stupefacenti in circa 24 miliardi di euro contro gli 11,4 del precedente anno e di cui 2,4 rappresentano i ricavi del mercato dell’eroina. Oltre il 50% dei guadagni (12,8 miliardi) proviene dai 540 mila consumatori definiti “problematici” (quelli che assumono più di 200 dosi in un anno), 140 mila hanno meno di 21 anni.

A poco valgono le azioni di dissuasione conseguenti all’inasprimento delle leggi di fronte ad un interesse economico di tali dimensioni. Appare chiaro, inoltre, come le sostanze pur rappresentando in alcuni casi una tipologia di merci non legali, siano in realtà percepite alla stregua delle altre. Ciò va analizzato nel contesto attuale di società “liquida”, dove il concetto di legalità non costituisce un freno ai comportamenti additivi e l’identità labile e cangiante propria della società post-fordista spinge l’individuo ad un rapporto con le merci dove il consumo rappresenta un’esperienza emozionale e quello di sostanze non fa eccezione alcuna. Ciò porta ad abbassare fortemente l’età di un primo contatto in conseguenza della mancanza di azioni dissuasive efficaci proprie della società moderna.

La scuola e le occasioni formative che propone sono con sempre maggior urgenza chiamate a confrontarsi e a farsi carico delle problematiche che tali processi generano, in una logica preventiva al fine di dotare il più possibile di elementi di protezione individuale e di educazione alla salute ed al benessere collettivo. Una ricerca sociologica svolta pochi anni addietro su un campione di studenti ha evidenziato come:

-Il 61% dichiara di non conoscere i danni arrecati dall'abuso di alcool.

-Il 74% non conosce i danni arrecati dall’abuso di sostanze stupefacenti.

L’associazione Culturale Le Oasi ritiene necessario ed auspicabile costruire nuove campagne di sensibilizzazione rivolte ai giovani che in molti casi non conoscono l’effettiva nocività delle sostanze di cui fanno uso, soprattutto, alla luce di nuovi stili di consumo che tendono a suggerire l’assunzione di un mix di sostanze la cui interazione accresce la nocività e costituisce una concausa di effetti non sempre prevedibili (policonsumi).

Siamo lieti di condividere la nostra esperienza e creare nuovi progetti con altri operatori, enti, scuole e singoli interessati al tema proposto.

martedì 17 maggio 2011

Masterclass dislessia e lingue straniere

Sperando di far cosa gradita segnaliamo che il Laboratorio LADILS dell'Università Ca' Foscari di Venezia organizza il primo MasterClass nazionale sul tema "Dislessia e lingue straniere: linee metodologiche e buone pratiche".

L'evento, patrocinato dall'Associazione Italiana Dislessia, si rivolge a docenti di lingue di ogni ordine e grado scolastico, studenti universitari e studiosi interessati, e mira ad offrire una competenza metodologica specifica di base per l'insegnamento della lingua straniera a studenti
affetti da dislessia.

Il MasterClass si articola in:
- una parte in presenza (10 ore): 09-10 settembre 2011
- una parte online (15 ore): 12-14 settembre 2011

Calendario e programma

VENERDI’ 09 settembre 2011
13.00 – 14.00 Accoglienza, registrazione e apertura dei lavori
14.00 – 16.00 “La dislessia evolutiva: un inquadramento teorico”
16.00 – 19.00 “L’impatto della dislessia nell’apprendimento di una LS”

SABATO 10 settembre 2011
08.30 – 09.30 “Lingue straniere e dislessia: riferimenti normativi nazionali”
09.30 – 12.00 “Principi metodologici e strategie operative: simulazione di attività, presentazione di tecniche e strategie didattiche, riflessioni glottodidattiche”
12.00 – 13.00 “Risorse e materiali didattici, riflessioni metodologiche”
13.00 – 13.30 Discussione in plenaria, sintesi, presentazione delle attività online

MODULO ONLINE (12-24 settembre 2011)
“Costruzione di tecniche glottodidattiche per allievi dislessici”: in questa fase della formazione i corsisti, sotto la guida di un tutor-formatore esperto, potranno progettare tecniche glottodidattiche specifiche alla luce delle indicazioni teoricometodologiche offerte nelle lezioni in presenza.

Informazioni tecniche sulla formazione online
La formazione online non richiede ai corsisti di collegarsi in orari prestabiliti.
Sarà messo a disposizione uno spazio virtuale nel quale un tutor-formatore proporrà attività (discussioni, creazione di materiali, commento a siti web ecc.) che i corsisti potranno svolgere nei tempi da loro decisi, rispettando le scadenze indicate.
Il giorno di inizio della settimana il tutor/formatore pubblicherà un messaggio con la prima attività da svolgere (ad esempio, rispondere ad uno spunto di riflessione, produrre un’attività didattica, commentare un saggio fornito dal formatore, ecc.).
Il tutor indica una scadenza (in genere 2-3 giorni) entro la quale i corsisti dovranno pubblicare i loro interventi. I corsisti potranno dunque gestire autonomamente la propria frequenza al corso, collegandosi al forum quando ne hanno l’opportunità, sempre nel rispetto della scadenza indicata.
A conclusione dell’attività, il tutor/formatore pubblica un feedback riassuntivo sull’andamento della discussione ed eventualmente pubblica una seconda attività, da svolgere con le stesse modalità sopra indicate.
La partecipazione alle settimane on-line sarà dunque certificata dall’effettiva pubblicazione sul forum dei propri interventi da parte di ciascun corsista.

Titolo rilasciato
A conclusione del Masterclass verrà rilasciato un attestato di frequenza. I docenti che desiderano ricevere un certificato con valutazione, potranno sostenere un test durante la formazione online.

Per maggiori informazioni sul MasterClass (programma, obiettivi, modalità di iscrizione) si invitano gli interessati a visitare il sito web: http://venus.unive.it/ladils/ (menù a sinistra: MASTERCLASS DISLESSIA) e a contattare i referenti:

Dott. Michele Daloiso: daloiso@unive.it
Dott.ssa Giovanna Toso: gtoso@unive.it

sabato 14 maggio 2011

Commenti degli studenti al corso di informatica di base per adulti

Ho trovato il corso di informatica molto utile, in quanto quello che conoscevo non era sufficiente.

Vorrei migliorare le mie capacità acquisite continuando a seguire questo corso.

MARIA M. (Romania)

Questo corso di informatica che ormai è quasi alla fine mi è piaciuto molto e anche l’insegnante è molto brava a spiegare molto più di me a capire.

Vorrei poter fare ancora altre lezioni con lei per approfondire le mie innumerevoli lacune anche se per me è già un traguardo aver anche solo imparato a capire finalmente cos’è un computer.

Spero vivamente di riuscire prima o poi ad usare il computer in modo discreto per dimostrare a me stessa che nonostante l’età “posso ancora farcela” visto e considerato che sarà il nostro futuro, il nostro domani.

ANGELA L. (Italia)

Il corso di informatica è interessante, ma purtroppo il tempo è molto limitato, sono poche le lezioni per apprendere bene tutto ciò che riguarda un computer, considerando poi che siamo (almeno parlo per me) persone già di una certa età con problemi di memoria e soprattutto problemi di vita.

La professoressa è molto brava spiega in maniera semplice per cui ne sarei felice di poter proseguire con il corso, e apprendere un po’ di più.

Queste 2 ore che trascorro qui al corso mi rilassa molto, mi dà la possibilità di imparare …infatti io che non sapevo accendere neanche un computer, trovarmi a scrivere un mio pensiero su un pc mi rende felice…

LELLA B. (Italia)

Da tanto tempo desideravo fare questo meraviglioso corso per ricordarmi le cose dimenticate nel tempo.

Ogni giorno abbiamo imparato cose nuove e interessanti per usare il computer.

La nostra professoressa e molto brava, spiega con calma facendo capire a tutti cosa bisogna fare.

Sono molto contenta e desidero continuare se e possibile a settembre con la stessa professoressa.

Ringrazio per la sua pazienza e le auguro BUONE VACANZE e le voglio tanto bene.

LUCICA N. (Romania)

Sono contenta di questo corso, prima non sapevo adoperare il computer.

Adesso uso poco il computer, però voglio imparare di più.

Voglio imparare anche come andare su internet e capire quando c’è un virus .

GRAZIE per la pazienza .

MIRELA C. (Romania)

mercoledì 4 maggio 2011

Relazione corso d'informatica base per adulti_Livello 1_2011

Il corso si è svolte nei locali del C.T.P. 3 ex Drovetti, l’intento del corso è stato di somministrare lezioni di base (livello 1) per l’alfabetizzazione informatica e sono state rivolte ad un pubblico adulto.

Il corso si è articolato in 9 lezioni della durata di due ore con cadenza settimanale, svolte dal mese di gennaio al mese di marzo 2011, in orario preserale 19.00 – 21.00

Le competenze acquisite sono le seguenti:

a) Accendere un computer

b) Creare cartelle e sottocartelle

c) Aprire un file di word

d) Scrivere un testo con un programma di videoscrittura

e) Formattare un testo

f) Salvare un testo sulla chiavetta usb sul desktop e in una cartella

g) Stampare un testo

h) Spegnere il computer

La frequenza al corso è stata costante da parte di quasi la totalità degli iscritti e la partecipazione si è dimostrata attiva e particolarmente interessata.

martedì 3 maggio 2011

Relazione corso "Notizie da sballo" C.T.P. Drovetti 2011

Introduzione

Sulla base dell’esperienza maturata in altre scuole, precisamente in corsi rivolti a studenti che frequentano i primi anni delle scuole medie superiori, il progetto svolto presso il CTP Drovetti ha subito una serie di cambiamenti volti ad alleggerire il carico prettamente formativo a fronte di contenuti educativi più consistenti.

L’idea che sta alla base di tale scelta riflette una constatazione: capire quali possono essere i percorsi che portano all’uso di sostanze ed in particolar modo ad un consumo problematico, possono aiutare maggiormente a riconoscere future situazioni di pericolo. L’aspetto puramente informativo relativo alle specifiche sostanze, del quale rimaniamo convinti non debba mancare, è stato inserito quale esempio pratico piuttosto che come elemento a sé stante, presentandolo accompagnato da una serie di video esplicativi. Altre tematiche ritenute doverose da affrontare riguardano da una parte una concisa descrizione delle interazioni neuronali successive all’assunzione di sostanze, dall’altra una discussione sulla catena produttore – trafficante - spacciatore - consumatore.

Il corso si è svolto in nove incontri, tre a settimana di circa un’ora e mezza ciascuno (due ore formative); la finalità era quella di approfondire alcune dinamiche legate al consumo di sostanze ed i principali comportamenti a rischio tipici dell’adolescenza. La metodologia utilizzata ha previsto un coinvolgimento attivo della classe con alcuni giochi di ruolo, brainstorming nonché supporti video ed informatici, per compensare in parte le difficoltà linguistiche ma anche per utilizzare mezzi di comunicazione maggiormente vicini agli adolescenti. La classe era composta da alunni romeni, marocchini, italiani, cinesi e sudamericani, dotati di differente padronanza della lingua italiana, per un totale di circa 20 partecipanti, sebbene solo una decina di loro ha seguito con costanza il corso.

Descrizione degli interventi

Durante il primo incontro, la docente ha presentato i relatori che hanno spiegato la natura dell’intervento e le modalità di svolgimento dello stesso; abbiamo quindi somministrato il questionario iniziale messo a punto per valutare le conoscenze dei ragazzi e per pianificare gli interventi successivi. Si è proseguito con un breve gioco di gruppo finalizzato alla conoscenza reciproca e a preparare gli alunni al lavoro di gruppo.

Nel corso del secondo e terzo incontro si è approfondito il concetto di rischio chiedendo ai ragazzi se e quali sono state le situazioni in cui hanno sperimentato un rischio (ex scommesse tra amici, sfide, etc…), ricordando i rischi primari e descrivendo quelli secondari derivati dall’uso di sostanze. Per ciò che concerne il piacere, si è chiesto di stilare una lista dei piaceri conosciuti e dei comportamenti che li generano, introducendo alcuni semplici concetti riguardo alla fisiologia del piacere. Con l’ausilio di un video che rappresentava l’interazione sinaptica attraverso un’animazione, si sono cercate di spiegare le dinamiche tra neurotrasmettitori e recettori successive all’assunzione di una sostanza. Da ciò emerge che l’uso di sostanze non aggiunge nulla di più ma semplicemente modifica il funzionamento del cervello. Ciò permette di far considerare come le dinamiche del piacere, conseguenti unicamente ad una sostanza siano sostanzialmente carenti di crescita esperienziale rispetto alle stesse raggiunte attraverso la relazione con gli altri. Si è analizzata la differenza tra il piacere attivo e ricercato, che permette di crescere, di trovare interessi e motivazioni nella vita, e quello passivo derivante dall’utilizzo di sostanze che, svanendo, spesso lascia insoddisfazione accompagnata da stanchezza fisica e mentale. Il sistema della gratificazione non è uguale in tutte le persone, e tale differenza può essere riconducibile a cause genetiche e ambientali; importante è stato spiegare agli adolescenti che il sistema del piacere può essere paragonato ad un muscolo che deve essere allenato e stimolato per poter apprezzare ciò che ci sta attorno. A tutto ciò è stato, infine, aggiunto come sia necessario esercitare una forma di controllo sui comportamenti, in special modo nei confronti di quelli che producono piacere (se mangio troppo o mangio male, sicuramente avrò dei problemi).

Nel quarto incontro, si è fatto immaginare alla classe di dover spiegare ad un alieno cosa sia la droga; tutto ciò che è emerso è stato scritto alla lavagna e discusso con la classe. Ciò ha permesso di introdurre il discorso sulla legalità delle sostanze e come essa non sia garanzia di salute: spesso il fatto che una sostanza sia considerata legale o illegale è conseguenza di motivazioni politiche, sociali, economiche e culturali. L’esempio dell’alcool e della foglia di coca sono emblematici: legale nella nostra cultura, illegale in alcuni paesi islamici il primo; legali e necessari nella cultura dei contadini boliviani e peruviani che vivono ad alte quote, assolutamente vietate nei paesi occidentali le seconde. Alla fine dell’incontro si è chiesto alla classe di fare alcune stime sulla mortalità legata ai danni, diretti e correlati, dell’uso di sostanze partendo dal dato complessivo di circa 120000 decessi all’anno. Quando sono state fornite le stime reali i ragazzi si sono stupiti del fatto che alcool e tabacco siano responsabili del 95% dei morti per sostanze in Italia; si è lasciata la classe con l’interrogativo per cui le persone assumano sostanze nonostante siano a conoscenza dei rischi.

Il quinto incontro è servito ad introdurre la distinzione tra uso non problematico e uso problematico. A partire dalla domanda lasciata in sospeso si è analizzata la differenza tra uso, abuso e dipendenza mettendo in luce le dinamiche e le problematiche relative alla tolleranza. E’ stato chiesto ai ragazzi se conoscessero comportamenti di dipendenza non strettamente legati al consumo di sostanze, e tra i tanti sono emersi il gioco d’azzardo, i videogiochi ed il doping sportivo; l’obbiettivo era quello di far comprendere che non sono le sostanze in quanto tali ad essere dannose per l’uomo, ma i comportamenti adottati, non tralasciando di sottolineare che il rischio di sviluppare dipendenza differisce in sostanze diverse.

Il sesto incontro è stato dedicato all’analisi delle tipologie di consumo. Il punto di partenza sul quale si sviluppa l’intervento va oltre la classica visione farmacocentrica delle sostanze purtroppo oggi in voga. La nascita di “dipendenze senza sostanze”, derivanti da comportamenti e aspetti socio-culturali propri della società attuale ha condotto a riconsiderare tale approccio in favore di una differenziazione degli stili di consumo piuttosto che delle varie sostanze. Riguardo ques’ultime, è sì importante considerarne le peculiarità ma solo in relazione al rischio e ad eventuali danni, non rispetto al potenziale di addiction, che risulta essere, invece, funzione delle diverse modalità di consumo. Come dire che la cosa più importante non è la sostanza in sé stessa ma il significato che assume il consumo per l’individuo. Tale concetto, ripreso più volte in incontri differenti, rappresenta il cardine attorno al quale si è cercato di dotare di elementi di protezione individuale.

Il settimo incontro è stato dedicato alla comprensione dei concetti di set, setting e sostanza, declinandoli da un lato come tre variabili concernenti l’uso, dall’altro come una modalità per analizzare una situazione di possibile consumo. Il set, appartenente alla sfera interiore dell’individuo è stato presentato come l’occasione per porsi delle domande personali rispetto a una situazione tipo: Come sto? Cosa mi accingo a fare? Cosa voglio? Sono io a decidere? Il setting riguarda invece una dimensione immediatamente esterna all’individuo e riguarda tanto il contesto quanto l’influenza che lo stesso ha sull’individuo. Le domande che abbiamo suggerito sono: dove mi trovo? E’ sicuro ciò che mi sta attorno? Con chi mi trovo? Sono amici, ho fiducia in loro? Infine alcune considerazioni sul terzo elemento, la sostanza: cos’è, la conosco? Quali potrebbero essere i rischi? Chi me l’ha data? E altro ancora.

Nell’ottavo incontro sono stati introdotti alcuni elementi di legislazione riguardanti sanzioni e pene conseguenti alla detenzione per uso personale e spaccio di sostanze stupefacenti (art.73 e 75 della 309/90). A questo è obbligatoriamente seguito, in conseguenza delle recenti modifiche, una discussione sulle norme del Codice della Strada in materia di guida in stato di ebbrezza (art 186 e 187 del C.d.S.) e sui controlli in ambito lavorativo con cenni sui metodi di analisi utilizzati.

Il nono incontro è stato dedicato alla visione di una pellicola che tratta la storia di un gruppo di ragazzi che fanno un uso ricreativo di sostanze sintetiche che evidenzia rischi e danni di alcune scelte di consumo. Successiva alla visione è seguita una breve discussione a completamento dell’incontro.

Conclusioni

Facendo un bilancio dell’intervento, la classe è stata molto interessata ed ha partecipato attivamente al confronto ed alle discussioni, nonostante i limiti derivati dalla lingua; sono stati apprezzati particolarmente i filmati, in quanto hanno reso possibile la rappresentazione di esperienze e di vissuti difficilmente descrivibili a parole. La durata del corso ci ha permesso di instaurare una relazione significativa con la classe, e questo sicuramente ha favorito l’attenzione ed il coinvolgimento.

Tenendo presente i limiti imposti dai cardini epistemologici propri di ogni intervento di prevenzione (primo su tutti la valutazione di efficacia possibile solo su un intervento a lungo termine), abbiamo creato un percorso teso a fornire ai ragazzi alcuni elementi di protezione importanti inerenti il mondo delle sostanze ed in particolar modo i rischi ed i danni conseguenti ad una dipendenza.

FRANCO D’AGATA

ANDREA FALLARINI

ELENA SCARABELLO

giovedì 21 aprile 2011

Fiaccolata in ricordo della Liberazione

Giovedì 21 Aprile ore 20.30, 2011,da piazza Arbarello partirà la tradizionale fiaccolata in ricordo della Liberazione, accompagnata dalla Banda filarmonica del Corpo dei Vigili Urbani di Torino.
Terminerà in piazza Castello, dove si terrà il saluto delle autorità cittadine e dei rappresentanti delle associazioni Combattentistiche e d’Arma.
Approfondimento:
http://www.comune.torino.it/cittagora/article_9494.shtml

giovedì 7 aprile 2011

Workshop fotografia emozioni dei partecipanti

Questi commenti sono dei ragazzi che stanno partecipando al workshop di fotografia inserito nel laboratorio di italiano per stranieri.
Approfondimento sul laboratorio di italiano: http://associazioneculturaleleoasi.blogspot.com/2010/11/laboratorio-di-italiano-per-stranieri.html
Buona lettura....
Anggela (Perù):
Bello, molto interessante, divertente e possiamo conoscere le nostre emozioni trasformandole in immagini. Conplimenti ai partecipanti.

Suleika (Perù):
Mi piace ma devo impegnarmi un pò di più è bello stare in gruppo ridendo con i compagni e questo mi piace molto.

Marienela (Perù):
Mi piace tutto quello che stò facendo fino adesso, in particolare quando andiamo fuori con gli compagni e i professori; tutto è molto divertente e interessante per me.

Lucas (Brasile):
Tutto questo è grande per me. Va tutto bene fino ad ora.

Reza (Afghanistan):
Mi piace questo laboratorio.

Mateo (Perù):
Mi piace è molto interessante e mi diverto a fare le foto.

Jean Paul (Perù):
Mi piace questo modo di lavorare perchè imparo tante cose e conosco tramite la fotografia le mie emozioni.